Brand Strategy e Brand Identity: da dove dovrebbe partire il branding di un hotel?
Colori, logo e identità visiva sono gli strumenti con cui un brand si racconta. Ma senza una strategia chiara, anche il design migliore rischia di comunicare il messaggio sbagliato.
Quando un hotel decide di rinnovare la propria immagine, la prima domanda è quasi sempre la stessa:
“Da dove partiamo?”
Molto spesso la risposta è: dal logo, dai colori o dal sito web.
In realtà, il punto di partenza dovrebbe essere un altro, la strategia.
Prima ancora della brand identity esiste la brand strategy: il processo che definisce chi è un brand, quale posizione vuole occupare sul mercato, a chi si rivolge e quale promessa vuole fare ai propri ospiti.
La brand identity arriva subito dopo, ha il compito di tradurre quella strategia in elementi concreti e riconoscibili: il tono di voce, l’identità visiva, il logo, la palette colori e tutti quei dettagli che permettono alle persone di riconoscere un brand e ricordarlo nel tempo.
Quando questo passaggio viene invertito, il rischio è costruire un’identità esteticamente piacevole, ma incapace di raccontare davvero ciò che rende un hotel diverso dai suoi competitor.
È un errore che incontriamo spesso quando i nostri clienti ci chiedono di ripensare il posizionamento o la brand identity del loro hotel.
La richiesta iniziale riguarda quasi sempre il logo o la palette colori, il nostro lavoro, invece, comincia con domande molto diverse.
Ci chiediamo perché un ospite dovrebbe scegliere proprio quell’hotel, qual è la promessa del brand e che cosa deve percepire nei primi secondi di contatto con la struttura.
Solo dopo aver costruito queste risposte iniziamo a progettare l’identità visiva.
È questo il principio che in ExWorksMilan sintetizziamo con Shift the Paradigm.
Cambiare paradigma significa cambiare il punto di partenza. Non partire dall’immagine per costruire un brand, ma costruire prima il brand affinché ogni elemento visivo ne diventi una conseguenza naturale.
È anche il momento in cui entra in gioco la psicologia del colore. Il suo obiettivo non è suggerire il colore “giusto”, ma aiutare a verificare che la palette scelta sia coerente con il posizionamento del brand e con la percezione che si vuole costruire.
Quando abbiamo costruito la brand identity di ExWorksMilan non siamo partiti dai colori. Siamo partiti dalla nostra visione, dal nostro posizionamento e dal modo in cui volevamo essere percepiti nel settore hospitality.Solo successivamente questi concetti sono diventati una palette colori.
Il blu rappresenta la visione strategica e l’equilibrio tra esperienza e innovazione. Richiama il mare, ma anche il cloud, perché crediamo che consulenza, tecnologia e intelligenza artificiale debbano convivere per aiutare gli hotel a prendere decisioni migliori.
Il giallo introduce invece energia, curiosità e quella capacità di mettere in discussione gli schemi che è diventata parte del nostro modo di lavorare.
Per questo un boutique hotel, un luxury resort e una struttura business possono utilizzare linguaggi visivi completamente diversi pur essendo tutti coerenti.
Non esistono colori giusti o sbagliati, esistono colori coerenti con il posizionamento del brand. È questa coerenza che rende un hotel riconoscibile, rafforza la percezione del suo valore e contribuisce a differenziarlo nel tempo.
La prossima volta che penserete a un rebranding, forse la domanda non dovrebbe essere “Quali colori scegliamo?”, ma “Che brand vogliamo diventare?” È da questa risposta che nasce una strategia. Ed è dalla strategia che prendono forma il posizionamento, la brand identity e, alla fine, i colori.
