Detassate le mance per i lavoratori dell’Hotellerie: una svolta positiva!

Recentemente, abbiamo assistito a una manifestazione di insoddisfazione da parte di alcuni collaboratori di un rinomato hotel di lusso.

Questo disagio è emerso a causa dell’introduzione, da parte della direzione dell’hotel, di nuove procedure relative alle gratificazioni ricevute dai dipendenti.

Rispetto al passato, queste gratificazioni ora vengono incluse nel salario, e il disagio è scaturito dalla preoccupazione di un possibile aumento delle imposte dovuto all’incremento del reddito imponibile.

Cerchiamo di fare chiarezza su questo argomento, tenendo conto delle recenti modifiche fiscali e delle linee guida recentemente pubblicate dall’Agenzia delle Entrate (circolare n. 26 del 29 agosto 2023). Siamo fiduciosi che questa spiegazione possa dissipare le preoccupazioni che abbiamo riscontrato.

La Legge di Bilancio per il 2023 (GU n. 303 del 29 dicembre 2022) ha stabilito che le gratificazioni destinate ai lavoratori del settore alberghiero e della ristorazione, come camerieri, receptionist e barman, sono soggette a un’imposta del 5%.

È importante sottolineare che questa modalità di tassazione, scelta dal legislatore, non comporterà un aumento dell’imposta sul reddito personale (IRPEF) o delle addizionali regionali e comunali. Non influirà, quindi, sulle tasse ordinarie sul reddito da lavoro dipendente, escludendo le gratificazioni.

Per beneficiare di questa tassazione agevolata, il lavoratore deve rispettare alcune condizioni, tra cui :

  • un reddito complessivo inferiore a 50.000 euro nell’anno precedente al quale le gratificazioni vengono percepite;
  • accettare l’agevolazione fiscale o non comunicare per iscritto al datore di lavoro di non voler usufruire della tassazione agevolata.

Vi è anche un limite annuale oltre il quale le gratificazioni percepite saranno soggette a tassazione ordinaria, fissato al 25% del reddito totale percepito nell’anno. In caso di superamento di questo limite, solo l’importo eccedente sarà tassato secondo le norme fiscali ordinarie.

Di seguito, presentiamo un esempio tratto dalla circolare sopra menzionata.

Supponiamo che un lavoratore, che soddisfa i requisiti sopra menzionati, abbia guadagnato:

– Nel 2022, un reddito da lavoro dipendente (anche in settori diversi da quello turistico-alberghiero e della ristorazione) inferiore a 50.000 euro;

– Nel 2023, un reddito da lavoro dipendente nel settore turistico di 45.000 euro, di cui :

  • 15.000 euro provenienti dalle gratificazioni, e un reddito da lavoro dipendente in un settore diverso di 10.000 euro.

Applicando la normativa, avremo:

– 11.250 euro tassati con un’imposta sostitutiva del 5% (45.000 x 0,25 = 11.250);

– 3.750 euro soggetti alle regole fiscali ordinarie (15.000 – 11.250 = 3.750).

Si noti che il reddito di riferimento dell’anno 2023, rilevante per l’applicazione delle norme nel 2024, è pari a 55.000 euro, ovvero la somma di tutti i redditi da lavoro dipendente percepiti nel 2023, inclusi quelli tassati con l’imposta sostitutiva sulle gratificazioni.

Pertanto, in base all’esempio sopra riportato, il lavoratore non potrà beneficiare dell’agevolazione nel 2024, poiché ha superato il limite di reddito previsto per l’anno d’imposta precedente, ossia il 2023 (50.000 euro).

Questo cambiamento normativo agevolerà anche i datori di lavoro, poiché le somme ricevute come gratificazioni non saranno soggette all’IVA né alle imposte dirette, poiché rappresentano una semplice transazione finanziaria e non influenzeranno né i ricavi né i costi aziendali.

Siamo fiduciosi che, alla luce di quanto sopra, l’insoddisfazione riscontrata precedentemente si trasformi in serenità.

In conclusione, consigliamo ai datori di lavoro del settore dell’ospitalità di comunicare queste novità ai propri collaboratori; siamo certi che questa notizia avrà lo stesso effetto positivo di un efficace team building.

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